Un’idea di futuro

 

Una formula già sentita, un modo di dire che ricorre e su cui si passa con una certa disattenzione…ma se si guarda con occhi un pò meno superficiali questo insieme di parole nasconde molte cose, di cui siamo più o meno consapevoli, sul nostro modo di vivere.

Anni fa si parlava di “usa e getta” in termini spregiativi, principalmente riferendosi all’uso cose materiali e in particolare al consumismo. Quella è una formula trita e ritrita che ha stancato e non si usa quasi più. Oggi, però, sembra che quella sia diventata la cultura dominante non solo per quanto riguarda il nostro rapportarci con le cose materiali, ma soprattutto per quanto riguarda il rapporto con le informazioni, le idee, i progetti e un pò con tutti gli ambiti della vita. Pensando a questo articolo mi sono ricordato di una frase della canzone “Safari” di Jovanotti di quasi 10 anni fa che diceva “tutto si supera in un secondo”. Credo che queste parole descrivano molto bene la realtà degli ultimi anni.

Tutto è immediato, non c’è più lo spazio tra desiderio e l’ottenimento di qualcosa. Non c’è più tempo per la fatica, per lo sforzo, per il pensiero, per l’impegno, per il fallimento, per i passi intermedi. Delle cose più eclatanti magari si parla per qualche giorno, al più per una settimana. Il resto è rumore di fondo. La nostra attenzione si focalizza per un attimo su qualcosa, magari si è anche leggermente colpiti da qualcosa, ma un secondo dopo la nostra attenzione è già volata altrove.

Questo può essere dovuto a molti fattori, non ho ancora un’idea precisa. Sicuramente una causa è la tecnologia, che peraltro dà un gran numero di possibilità e di strumenti utili. Ma è un pò come un’alta marea che ci ha presi di sprovvista e abbiamo dovuto imparare a nuotare nel mare senza che nessuno ci avesse insegnato come si fa. E probabilmente non abbiamo ancora imparato a rapportarci con lei nel modo più giusto.

Forse starete pensando “attento Alberto, guarda che stai finendo fuori tema! Dovevi parlare di un’idea di futuro, non di come pensi che si stia vivendo il presente”. Se è così un pò avete ragione, ma non del tutto, infatti secondo me queste cose sono piuttosto legate. La cultura dell'”usa e getta” ha tra le sue vittime principali i desideri, i sogni, i progetti. Gli toglie semplicemente valore ed importanza e li fa scomparire nel fango della quotidianità. Le cose contingenti hanno il sopravvento, si è travolti dagli eventi e non si riesce a ricavare una nicchia nelle proprie giornate per valutare come si sta vivendo, come si vorrebbe vivere e come si vorrebbe che fosse il proprio futuro. In una parola…si improvvisa. Non è un male in termini assoluti secondo me improvvisare: l’improvvisazione ti porta sorprese, ti porta dove non avresti mai pianificato di andare, ti fa scoprire cose. Però non può essere la nostra filosofia di vita. Serve un piano da seguire, serve buttare giù un canovaccio, o quantomeno avere chiari degli obiettivi. Senza obiettivi l’uomo si spegne, si intristisce e la vita diventa senza senso. Si lascia che la vita ci travolga e ci si lascia trasportare dallo scorrere degli eventi salvo poi trovarsi insoddisfatti, senza senso e senza più punti di riferimento.

Non è per niente facile vivere nel mondo di oggi…forse non lo è mai stato, anche in altre epoche. Però la vita in questo particolare periodo storico richiede particolare allenamento e preparazione se non si vuole perdere la bussola. E anche per non ritrovarsi a sopravvivere o poco più.

Questo per quanto riguarda sè stessi…Ma anche per quanto riguarda il futuro dell’umanità intera sembra che si stia improvvisando. Si mettono delle pezze quando le situazioni diventano insostenibili. Non c’è un piano per garantire dignità ad ogni membro della famiglia umana. La guerra è talmente diventata un’abitudine che non si pensa nemmeno più che potrebbe esistere un mondo in pace, e non si fa nulla per raggiungerlo, come ripete spesso nei suoi ultimi interventi Gino Strada. Il denaro e il potere di pochi sono gli unici valori che in fondo, nel buio e nel silenzio, dirigono l’andamento del futuro del mondo e dell’umanità intera. Le cose vengono mantenute nelle condizioni più favorevoli perché questi pochi possano continuare ad accumulare denaro e potere. E tutto questo senza scrupoli, giocando con la vita degli altri esseri umani e con il futuro degli animali e dell’ambiente tutto.

L’abitudine è uno strumento utile se lo si sa usare perché fa risparmiare energia. Una buona abitudine ti spinge a comportarti bene anche quando non ti verrebbe da farlo. D’altro canto una cattiva abitudine fa l’opposto. E l’abitudine ti fa abituare (per l’appunto) a tutto. Come canta Paola Turci in “Io sono”: “nella vita l’abitudine non fa vedere mai la verità”. E’ un pò come la storia della rana e della pentola. Se si butta una rana in una pentola bollente, salta subito fuori e si salva. Ma se la si mette in una pentola fredda e la si scalda lentamente va a finire che la rana ci muore dentro. Tutto questo per dire cosa? Che le cose possono davvero essere diverse da così, ma se non pensiamo a come potrebbero essere o meglio a come vorremmo che fossero, non cambieranno mai o addirittura peggioreranno. 

Ci sono due belle citazioni di Tiziano Terzani che ho letto di recente e che vorrei aggiungere, la prima è: “Non insegnate ai vostri figli ad adattarsi alla società, ad arrangiarsi con quel che c’è, dategli dei valori interiori con i quali possano cambiare la società e resistere al diabolico progetto della globalizzazione di tutti i cervelli”. La seconda è: “Ci vuole tempo e ci vogliono un gran buon senso e una cultura indipendente per sapere cosa è vero. Se no prendi tutto per oro colato”.

Una persona è poco ma è anche tanto. Una persona può fare poco ma può fare anche davvero tanto. Una persona può fare la differenza. Una persona è l’unica realtà su cui, con tutti i nostri limiti, siamo sicuri di poter lavorare. 

Buoni sogni! Buon futuro!

Alberto

 

Immagine tratta da Nextme.it.

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